Ci sono le agenzie di equipaggio, ci sono le app e ci sono gruppi Facebook con quarantamila iscritti. Vale la pena usarli tutti. Ma la verità onesta del mondo dei superyacht in primavera è che un numero altissimo di primi imbarchi si trova ancora camminando lungo una banchina e chiedendo.
Antibes a fine marzo è il posto giusto. Port Vauban è il porto turistico più grande d'Europa, le crew house stanno a dieci minuti a piedi dalle barche e tutta la città è organizzata esattamente per questo. Da Genova ci arrivi in treno in poco più di tre ore con un cambio a Ventimiglia, e ti costa meno di una cena fuori. L'altra capitale è Palma, un filo più avanti nella stagione e, dicono, un filo più accogliente.
Prima di partire
Ti servono il corso STCW Basic Safety Training (cinque giorni, circa 800–1.200 euro; a Genova, Viareggio e Napoli si fa senza problemi) e la visita medica ENG1 da un medico autorizzato, intorno ai 135 euro. Senza quei due pezzi di carta nessuno può legalmente metterti a bordo, e ogni conversazione finisce con un educato «torna quando ce li hai». Il Powerboat Level 2 aiuta i marinai; un corso interior aiuta steward e hostess di bordo; nessuno dei due è obbligatorio per il primo day-work.
Prenota una crew house per due settimane, non per una. The Crew Grapevine, il Glamorgan e qualche altra sono istituzioni: dividerai la camerata con gente che sta facendo esattamente quello che stai facendo tu, e i consigli che ci si scambia a colazione valgono più di qualsiasi guida, questa compresa.
La giornata
Sveglia alle sei. Polo stirata, bermuda o pantaloni chino, scarpe da barca, occhiali da sole non sulla testa. Venti CV stampati dentro una cartellina di plastica: una pagina sola, foto in alto a destra, certificati elencati, niente chiacchiere. In banchina per le sette, perché è l'ora in cui l'equipaggio lava i ponti e il comandante o il primo ufficiale è fuori con il caffè in mano.
Non stai chiedendo un posto di lavoro. Stai chiedendo se hanno bisogno di day-work. Il day-work sono cento-centocinquanta euro per una giornata passata a lucidare acciaio, ed è il vero colloquio: arriva in orario, lavora senza farti dire le cose due volte e sii il tipo di persona con cui passerebbero volentieri quattro mesi in mare. Le barche assumono prima di tutto fra i loro day-worker.
Il primo ufficiale non sta leggendo il tuo CV. Sta guardando se arrotoli la manichetta come si deve.
Com'è fatta una settimana buona
- Giorni 1–2: parecchi «no, mi dispiace» e un paio di «lascia pure il CV». Iscriviti di persona a due o tre agenzie lo stesso pomeriggio — Bluewater e YPI hanno gli uffici in città e ti vogliono vedere in faccia.
- Giorni 3–5: il primo day-work. Fallo benissimo. Chiedi all'equipaggio chi altro sta cercando: lo sanno.
- Giorni 6–10: day-work ripetuto sulla stessa barca, oppure una segnalazione per un'altra. Adesso hai una referenza di bordo, e quella cambia il tono di ogni conversazione.
- Giorni 10–14: se non si è chiuso niente, un trasferimento o una settimana di charter da freelance è la strada rapida per accumulare navigazione. Di' di sì.
I soldi e la realtà
Un primo imbarco da marinaio o da hostess di bordo parte da circa 2.800 euro al mese, vitto e alloggio a bordo, con sopra le mance del charter, che in una buona estate possono raddoppiare la cifra. La realtà sono giornate da sedici ore durante i charter, una cabina divisa con uno sconosciuto e nessuna voce in capitolo su dove si va. Quasi tutti quelli che reggono oltre la prima stagione poi ci restano cinque anni.